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Malware mobile - Vulnerabilità dei telefoni cellulari

Aggiornamento sull’argomento Malware mobile:
Fonte: http://www.soppelsa.it/articoli/SPPVirus.htm
 

Provate a collegare a Internet un personal computer con sistema operativo non aggiornato, senza antivirus e senza firewall. Nel giro di dieci minuti è probabile che venga aggredito da un virus. Magari quel terribile Sober che fa apparire sullo schermo la scritta: “Il sistema operativo verrà riavviato tra…”. Matematico. Per fortuna c’è molta sensibilità a questo proposito anche da parte dei più ingenui possessori di computer. Pochi si sognerebbero di navigare in rete senza un antivirus, anche se magari non aggiornano le “firme”, gli antidoti, così frequentemente come dovrebbero. E sia Microsoft sia i venditori di computer fanno la loro parte nel vendere macchine che nella quasi totalità dei casi sono dotate di opportuni strumenti di difesa, come appunto gli antivirus preinstallati.
Nel mondo della telefonia di qualche anno fa non c’era il problema dei virus. Il Bluetooth non era diffuso e gli infrarossi avevano bisogno di una connessione “a vista”. I cellulari, non avendo un sistema operativo standard e nessuna particolare complessità interna, non scatenavano inoltre le fantasie degli “untori”, i creatori di virus informatici. Ora è cambiato tutto, perché il Bluetooth rende possibile la comunicazione tra telefoni nel raggio di parecchi metri e molti hanno la pessima abitudine di impostare il proprio dispositivo mobile sulla funzione che consente di accettare connessioni non autorizzate. Inoltre i sistemi operativi sono diventati standard (Symbian, Uiq, Windows Mobile…) e la loro diffusione incoraggia gli sviluppatori di virus, che ovviamente vogliono colpire più vittime con il minimo lavoro. Un conto è creare un virus per una piattaforma proprietaria con 100.000 possibili vittime, un altro crearlo con un bacino di milioni di telefonini indifesi. E poi ambienti come Java e simili facilitano certo il compito di chi lavora nell’ombra per creare scompiglio nei terminali mobili. Il risultato? È sul Bluetooth di tutti.

Codici maligni alla riscossa

I primi virus mobili hanno dimostrato che è possibile creare codici maligni capaci di rendere i telefoni cellulari inutilizzabili. I virus possono dare luogo a false fatturazioni e divulgazione di informazioni memorizzate nel cellulare. Possono inoltre cancellare, danneggiare, modificare o rubare i dati personali. “Le prime avvisaglie della minaccia che potrebbero rappresentare i virus che colpiscono i cellulari intelligenti di ultima generazione si sono avute più e più volte (ultima in ordine di tempo, la ricomparsa di Cabir a Helsinki durante i Mondiali di Atletica)” ha dichiarato Miska Repo, responsabile della filiale italiana di F-Secure (www.f-secure.com), la società finlandese che per prima ha lanciato un antivirus pacchettizzato per cellulari.
Non è stata così tempestiva un’altra società che ha fatto del suo business gli antivirus, anche se soprattutto per Pc: McAfee (www.mcafee.it). Si è accorta del pericolo, e anche del business, e ha messo a punto VirusScan Mobile, un antivirus per smartphone che uscirà il prossimo mese in Italia (vedi riquadro in queste pagine). “Il malware, software malevolo per dispositivi mobili, è stato individuato per la prima volta nel giugno del 2004 – spiegano da McAfee - quando un gruppo di creatori di virus professionisti creò il primo virus volto a attaccare telefoni cellulari e smartphone, dimostrando così che può essere creato codice dannoso anche per i sistemi operativi Symbian. Poco dopo, è stato rilasciato Duts — il primo virus per i sistemi Pocket Pc e il primo file volto a infettare gli smartphone. Da allora, vari virus hanno fatto la loro apparizione con un’allarmante crescita del malware mobile”.

Un 2006 di fuoco

I McAfee Avert Labs prevedono un aumento significativo del numero delle minacce mobile globali nel 2006. L’utilizzo della tecnologia degli smartphone ha giocato un ruolo decisivo nel processo di transizione delle minacce da Pc e notebook ai dispositivi mobili e il danno causato dalle nuove minacce, secondo McAfee sarà più esteso di quello arrecato ai Pc. Il motivo? Semplicissimo: per le grandi quantità di smartphone in circolazione, di cui solo una piccola percentuale è protetta con soluzioni di sicurezza apposite. “Nel 2004 il virus I Love You – si legge in un documento di McAfee - è penetrato in decine di milioni di Pc nel giro di un paio d'ore nonostante il fatto che la metà di tutti i Pc avesse installato un software per la sicurezza in Internet. A confronto, una minaccia mobile volta a colpire diversi sistemi operativi potrebbe infettare fino a 200 milioni di smartphone collegati simultaneamente, perché la maggior parte di questi dispositivi non ha attualmente installato alcuna protezione di sicurezza mobile”.
I dati, decisamente, non sono confortanti. La crescita dei virus per cellulari avviene a un ritmo dieci volte superiore a quella per personal computer: soltanto nel secondo trimestre del 2005 ci sono state 121 varianti di malware mobile.

Symbian sotto attacco

Se McAfee è arrivata tardi sul mercato, ma con un pacchetto che copre i sistemi operativi Symbian, Windows Mobile e anche Linux, Symantec (www.symantec.it) l’ha preceduta ma si è concentrata soprattutto su Symbian. E non a caso, visto che è il sistema per smartphone più popolare al mondo, installato su oltre 25 milioni di terminali, di quaranta modelli differenti e distribuiti da 200 operatori. “Symbian - ha affermato Jerry Panagrossi, vice presidente delle attività americane di Symbian - considera molto seriamente il problema della sicurezza mobile e per questo il nostro sistema operativo viene aggiornato continuamente per migliorare la sicurezza da lato network, handset e utente”. Ma da sola non ce la può fare, evidentemente, visto che ha stretto una parnership proprio con Symantec che ha creato Mobile Security 4.0 solo per Symbian OS Serie 60 e 80 (ne parliamo più diffusamente a pagina 61).
Anche Symantec, prima di buttarsi a capofitto in un mercato nuovo, ne ha tastato il polso commissionando una ricerca a InsightExpress. I dati emersi sono interessanti: secondo la società di ricerche di mercato, i possessori di smartphone usano i loro dispositivi wireless non solo per parlare, ma anche per le e-mail, l’instant messaging, la navigazione in Internet, il download e la condivisione di file, oltre che per controllare la loro situazione finanziaria. E questo si sapeva. Il dato da valutare attentamente è che queste attività non sono secondarie. La ricerca ha infatti rilevato che il 54% dei possessori di smartphone usano i loro dispositivi per inviare e ricevere e-mail che contengono dati personali riservati, più del 40% accedono al proprio conto bancario tramite lo smartphone e circa un terzo degli intervistati accede ai dati della carta di credito. La maggioranza degli utenti di smartphone (55,7%) conserva sui loro dispositivi dati riservati personali e di business.
Un altro trend relativo l’uso di terminali mobili è quello connesso all’aumento della diffusione delle minacce. Secondo i dati riportati nella settima edizione dell’Internet Security Threat Report (ISTR) di Symantec, rapporto semestrale sulle minacce e vulnerabilità di Internet, dopo il primo worm che ha colpito gli smartphone nel giugno 2004 (Cabir), si è arrivati alla fine di quell’anno con undici nuove varianti di quel virus. Negli ultimi nove mesi sono state segnalate nuove minacce agli smartphone, compresi numerosi cavalli di troia, Mos, Skulls, e CommWarrior.

E c’è anche lo spam

I virus e i codici maligni non sono l’unico problema che affliggono i possessori di telefonini. Arrivano sempre più spesso messaggi di testo indesiderati. Spam telefonici. Probabilmente abbiamo dato incautamente il consenso per il trattamento dei nostri dati alla società che ce li ha richiesti, autorizzando a fornirli anche a non meglio precisati “partner”. Tra questi dati c’era anche il numero di cellulare e così ecco le pubblicità di eventi o iniziative speciali della grossa catena commerciale o del supermercato. Ancora al Cialis e agli allungamenti di parti corporee non si è arrivati, ma non ci vorrà ancora molto, probabilmente. E infatti Trend Micro (http://it.trendmicro), nella sua Micro Mobility Security (ne parliamo a pagina 60) ha pensato anche ai messaggi indesiderati su telefonino, oltre che alle barriere antivirus. La suite è dotata di opzioni antispam flessibili, tra cui un elenco di mittenti approvati, uno di mittenti bloccati e la possibilità di bloccare gli Sms a cui non corrisponde un numero di cellulare. Bisogna difendersi anche da questo. La soluzione di Trend Micro, ha anche il vantaggio di funzionare su tutte le piattaforme Windows Mobile (Pocket Pc, Mobile 5.0 e Phone Edition) e anche su Symbian serie 60 e Uiq.

 
McAfee protegge in tempo reale

Disponibile VirusScan Mobile, un sistema di sicurezza concepito per rendere rendere a prova di bomba l’uso di uno smartphone. Il software di McAfee, che proteggerà contro virus, worm, dialer, trojan e malware volto a scaricare la batteria del telefonino, sarà compatibile con parecchi dispositivi mobili con sistema operativi Windows Mobile, Symbian e Linux, tra i quali Motorola Mpx 200, Audiovox Smt 5600, Qtek 8010, Voq A11, HP Ipaq 6315, SPph i700, Siemens SX66. Progettato appositamente per smartphone, intercetta minacce provenienti da e-mail, instant messaging, materiali scaricati da Internet, Sms, Mms e accessi tramite Bluetooth. McAfee VirusScan Mobile è già disponibile in inglese sul sito www.mcafee.com, mentre la versione italiana sarà pronta a marzo e costerà 29,99 euro, comprensivi di un anno di abbonamento per gli aggiornamenti contro i nuovi tipi di attacco.

 
C’è un virus nella chiavetta

Una nicchia nella nicchia. Se società del calibro di Symantec e McAfee sviluppano versioni di antivirus per cellulari, Avast (www.avast.com), altra società specializzata in antivirus, ha addirittura messo a punto un software che scova ed elimina i virus che si annidano nelle chiavette Usb intelligenti, quelle che usano la tecnologia U3, una piattaforma alla cui base c’è un software chiamato Launchpad e che permette di lanciare e gestire le applicazioni presenti sulla chiavetta. Quando la memoria viene estratta dal computer, il software si chiude e pulisce il Pc da qualsiasi dato rimasto in memoria. U3 è una soluzione favolosa per sfruttare un computer con i propri dati e il proprio software senza lasciare tracce, ma anch’essa è attaccabile dai virus. Così Avast ha lanciato Antivirus U3 Edition, software che consente di stroncare le infezioni virali presenti nella chiavetta Usb. Dal sito si può scaricare una versione di prova del software.


Una guida utile e imboscata

Tim ha realizzato un’ottima guida per conosce meglio i virus che affliggono i cellulari, con informazioni generali, sui virus, i sistemi per capire se il proprio cellulare è stato infettato e tutta una serie di consigli utili. L’indirizzo preciso per raggiungere la pagina è molto lungo per trascriverlo, ma andando su www.119.it e digitando la parola “virus” all’interno del box di ricerca non c’è verso di trovarlo anche con il titolo esatto, che è “Virus Warning… scopri come proteggere il tuo cellulare”. Non vi resta che, con molta pazienza, che trascrivere questo: http://www.timxte.tim.it/helponline/start?TP=TimNewStyle&LG=16&CMD=iSearch&CB=4158186791079247888&Q1-1-4158186791079263656=4158186791079277813&FI=1&UN=Web&PW=

Sintomi

Il vostro telefonino è infettato? Occhio a questi sintomi: comparsa di alcuni elementi grafici anomali (fantasmini, teschi…), invio di connessioni dati via Bluetooth ad altri telefonini, variazione dei caratteri grafici presenti sul menu, invio massiccio di Mms nelle fasce orarie “8:00-23:59” e “0:00-6:59”, apertura automatica del browser. Se si verifica anche una soltanto di queste eventualità, ecco l’elenco dei virus che potrebbero esseri intrufolati nel vostro terminale Symbian: Cabir, Cabir.AC, CommWarrior.A, CommWarrior.B, CommWarrior.C, Multidropper.A, Multidropper.B, Multidropper.C, Multidropper.E, Multidropper.F, Multidropper.A1, Multidropper.A2, Skulls, Skulls.R. Se invece avete un terminale con Windows Mobile, occhio alla scritta “Dear User, am I allowed to spread?” che appare sul telefonino. Potrebbe essere infetto dal virus Duts. In tutti i casi ci sono due rimedi validi: resettare il terminale, con tutto quello che comporta, o installare un antivirus.
 


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